Giuseppe Casetti. Camera Scura. Esplorazioni e ricerche sulla fotografia come forma di vita

dal 28.10.2020 al 28.11.2020

Il Museo del Louvre

  • Autore/Autrice: Giuseppe Casetti
  • Curatore/Curatrice: Valerio Maria Trapasso
  • Data Inizio: 28.10.2020
  • Data Fine: 28.11.2020
  • Dove: Il Museo del Louvre
  • Indirizzo: Via della Reginella, 8a
  • Orari: lunedì - sabato 11.00-13.00 / 15.00-19.30
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 06 6880 7725
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Mercoledì 28 ottobre presso la galleria #ilmuseodellouvre di Roma, Giuseppe Casetti allestirà qualcosa di più che una semplice mostra fotografica; sarebbe meglio parlare di un teatro delle ombre (o delle forme).
    In questa pièce teatrale immaginifica, in questo dialogo incrociato tra negativi di vetro dei primi del novecento, Casetti metterà in scena la "fabula ermetica" che celebra ogni giorno, da circa quarant'anni, sul significato stesso della fotografia. Un lavoro che è partito da lontano, dall’esplorazione della fotografia anonima come strumento di viaggio nel tempo, nello spazio e nelle vite di chi rimane impresso sulla pellicola.
    Uno degli ambienti espositivi della galleria si trasformerà in “una camera oscura”, un antro appena illuminato da 21 light box a cui i visitatori potranno accedere solo in coppia in modo tale da rispettare le norme di distanziamento e per rispettare anche il significato duale (negativo/positivo) del percorso fotografico.
    21 negativi su lastra di vetro (e altrettanti positivi) racconteranno le storie di queste apparizioni; 21 storie (non spaventose) di donne, ragazze e bambine che ci sussurrano qualcosa a proposito della loro immortalità; in quelle lastre di silicio e nitrato d’argento la luce si è fatta largo tra il buio, ha dominato la materia e gli elementi per fissare, imprimere, impressionare la vita di quel preciso istante. Dalle immagini espresse non emergono però solo i corpi, i gesti e gli sguardi di queste donne, in quelle lastre di vetro sono rimasti fissati anche tutti i pensieri, le vanità, le malinconie, le gioie che le attraversavano; una scheggia di perenne, pulsante luminescente esistenza.