Edmund Kurenia. Be Water!

dal 23.06.2023 al 09.07.2023

Antica Fornace del Canova

  • Autore/Autrice: Edmund Kùrenia
  • Curatore/Curatrice: Laura Fusco
  • Data Inizio: 23.06.2023
  • Data Fine: 09.07.2023
  • Dove: Antica Fornace del Canova
  • Indirizzo: Via Antonio Canova, 22
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 06 23481237
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Il titolo della mostra trae ispirazione dalla frase "Be water, my friend", pronunciata da Bruce Lee durante la sua ultima intervista, che esprime l’essenza della cultura orientale di accettazione del cambiamento in armonia con l’universo, in antitesi al bisogno dell’uomo occidentale di dominare il pianeta in cui vive. “Svuotare la mente, essere senza limiti, senza forma, come l’acqua”: un invito a comprendere intimamente il senso del continuo fluire del tutto, immerso nello scorrere vitale dell’universo; fondersi con la natura per evolvere con essa, essere il cambiamento stesso. Sintonizzarsi con la fluidità, immergersi nella corrente temporale, inesorabile e in continua trasformazione, intercettare i confini evanescenti tra il visibile e l’invisibile, tra corpo e anima. La mutevolezza contraddistingue l'esistenza non solo sul piano fisico, come processo di cambiamento dello stato dei corpi, ma anche su quello mentale e spirituale, quello immateriale dei desideri, delle emozioni e dei sentimenti. 

    La rappresentazione dell’acqua allude sempre ad un percorso di cambiamento che procede dalla superficie al profondo, dall’apparente all’immanente, dal riconoscibile all’irriconoscibile. Associata sin dall’antichità all’inconscio, al perturbante, all’irrazionale, l’elemento acqua ha influenzato l’evolversi del pensiero umano, soprattutto in relazione alla coscienza introspettiva, diventando preziosa fonte d’ispirazione per l’arte e la filosofia. Dal panta rhei, l’assunto filosofico eracliteo sul divenire, inteso come perenne nascere e morire delle cose, al contemporaneo concetto di liquidità di Bauman, quale sintomo e sinonimo della transitorietà e volatilità di una società globalizzata, instabile e aleatoria, che ha reso tutto fluido all’insegna di una omologazione del desiderio, il movimento si fa interprete privilegiato ed universale. 

    L’acqua è un simbolo potente che rappresenta i momenti di passaggio, di rinascita e purificazione. Nelle mitologie e nelle religioni, l’acqua è sempre presente come elemento sacro: dai bagni rituali dei Misteri Eleusini dell’Antica Grecia alla meditazione dei monaci shintoisti del Giappone, dal cristianesimo al buddismo, dall’induismo all’Islam, il simbolismo dell’acqua è sempre protagonista della vita spirituale dei popoli e accomuna tutte le fedi.

    L’acqua è il cuore del progetto espositivo insieme al tema del corpo, entrambi testimoni ed interpreti del tempo che scorre, intrecciati in una relazione di necessità e desiderio. L’ipnotica scorrevolezza dell’acqua e la poetica fluidità del corpo nella danza si fondono in scenari incostanti, animando gli spazi dell’Antica Fornace del Canova in una mise-en-scène immersiva e affascinante. Gli artisti coinvolti nella mostra, con linguaggi e codici differenti, condividono un’analoga visione della fluidità dell’esistenza in sintonia con la natura, ma anche il bisogno di richiamare l’attenzione verso l’acqua, tema nevralgico della contemporaneità. La mostra è proposta nell’ambito del Festival Dancescreen in The Land 2023 e presenta gli scatti che Edmund Kurenia ha realizzato durante gli spettacoli dell’edizione 2022 del Festival, il video Acqua Belva di Luca Lionello, che raccoglie suggestioni e frammenti dai suoi viaggi, e il video Aguaper la regia Fiorenza d’Alessandro, realizzato sul tema dell’acqua come bene comune primario, vincitore del Primo Premio istituito a Siracusa “Acqua da Vedere”. 

    Le opere di Edmund Kurenia ritraggono i danzatori e le danzatrici che l’anno scorso hanno interpretato le opere canoviane ridando vita ai gesti fissati nell’eterna bellezza delle sculture, trasformandoli in corpi fluidi e vibranti.Kurenia cattura la bellezza nel suo manifestarsi, trattiene nello sguardo il movimento sublime della danza mentre prende corpo, senza fissarlo mai definitivamente, riuscendo a coglierne l’energia, lo sforzo compiuto. Le sue foto interpretano l’intima connessione dei corpi con la fluidità dell’acqua tracciando percorsi evanescenti; la sua tavolozza è fatta di tonalità cangianti e impalpabili che disegnano armonie e forme liquide nello spazio buio, con un ritmo quasi musicale. Le forme si dissolvono, diventano liquide, scie luminose: l’indeterminatezza, l’incompiuto attiva il nostro desiderio, libera la nostra immaginazione, ci immerge nelle stratificazioni della memoria. Con raffinata tecnica, l’artista illumina di improvvisi bagliori l’oscurità in cui sono immersi i corpi, svelando il lato prezioso dell’essere, esplorando e interpretando le forme attraversate da misteriose maree, per affermare, con il linguaggio universale della danza, l’origine della vita dall’acqua.

    Dagli specchi d’acqua come laghi e mari, alle zampillanti sorgenti e cascate, per finire ai ghiacciai e alle nubi, con Acqua Belva Luca Lionello ci guida come un profeta alla rivelazione celata nell’acqua, nella vitalità del fluire della corrente che è metafora dello scorrere della vita e del tempo. La contemplazione delle grandi distese d’acqua, e l’ascolto del ritmo ipnotico delle onde, ci conducono in profondità, a contatto con il sommerso, con ciò che abbiamo dimenticato, in uno spazio liminale dove terra e mare si incontrano per scorrere in fluida unione. Il video proiettato sulle pareti della Fornace del Canova, attraverso un approccio istintivo ed emozionale, induce l’osservatore a una riflessione sull’acqua come elemento naturale, sacro e simbolico, sulla sua potenza generativa e anche distruttiva, paradigma del ciclo vitale. Una ricerca poetica quella di Lionello che evidenzia sia la potenzialità estetica che la carica comunicativa dell’elemento acqua: nelle sue immagini, prive di elementi riconducibili all’uomo, i movimenti fluidi disegnano quadri astratti in un movimento sincronizzato con il ritmo della musica da egli stesso composta.  L’artista propone un’esperienza da vedere con la mente, percorrendo le vie dell’acqua e della memoria, con un video intriso di paesaggi liquidi e dei simboli che a essa ci riconducono ciclicamente, e, nel fluire continuo da uno stato all’altro della materia, ci immergono nella sostanza del sogno.

    L’altro video in mostra è Agua. Il progetto di questa opera nasce nel 2006 in seguito all’incontro tra Fiorenza d’Alessandro, che l’ha ideato e diretto, con il Forum dell’Acqua, svoltosi quell’anno a Roma e in America Latina, come impegno per l’ambiente e la sua salvaguardia. La storia personale della d’Alessandro, danzatrice e coreografa, oltre che esperta di documentari e di videodanza, ha fatto ricadere la scelta sul linguaggio della danza per comunicare efficacemente il messaggio di cura ed attenzione per l’acqua come fonte di vita. Quest’opera è un percorso alla riscoperta delle nostre risorse, di cui l’acqua rappresenta la vibrazione più profonda, un monito a vivere in armonia ed equilibrio con il pianeta e riconciliarsi con se stessi. Ambientato in uno scenario naturale, il video si avvale di tre performer che, insieme alla musica, costruiscono una comunicazione efficace di immagini che, alternando realtà e sogno, suscitano interrogativi sui bisogni urgenti del nostro habitat e conducono ad un comportamento individuale più consapevole. La scintillante luminosità dello specchio d’acqua, custode di inesplorati scenari onirici, diventa palcoscenico magnetico di una performance essenziale e catartica. I gesti alternano furia e quiete, per sospendere infine il tempo e concederci l’occasione di riflettere sull’acqua come sangue della Terra che scorre nelle sue viscere, all’unisono con i corpi danzanti. Nell’anno 2006 al video viene conferito il Primo Premio istituito a Siracusa “Acqua da Vedere”.

    AGUA

    Interpreti Rita Rossi, Massimiliano Siccardi, Eleonora Varricchio

    Direttore della fotografia e riprese Raul Torresi

    Montaggio Gigi Casciani

    Regia Fiorenza d'Alessandro