La città inservibile. Morfologie indisciplinate

dal 20.04.2023 al 13.05.2023

Studio Campo Boario

  • Autore/Autrice: AAVV
  • Curatore/Curatrice: Michela Becchis
  • Data Inizio: 20.04.2023
  • Data Fine: 13.05.2023
  • Dove: Studio Campo Boario
  • Indirizzo: Viale del Campo Boario, 4a
  • Orari: giovedì, venerdì, sabato 18-20, o su appuntamento
  • Ingresso: libero
  • Tel. / Mob.: 3492139838
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Descrizione Evento:

     

    Giovedì 20 aprile 2023 dalle ore 18.30 Studio Campo Boario presenta La città inservibile. Morfologie indisciplinate, una mostra-progetto a cura di Michela Becchis, realizzata con il contributo e l’organizzazione di Officine delle Culture APS. 

     

    La città inservibile è il punto di arrivo di un percorso iniziato un anno fa e che ha visto dialogare in più occasioni 4 artiste e 4 studiose intorno al tema della città e dello spazio urbano. L’incontro fra le diverse sensibilità nell’indagare un “luogo” dalle molte identità, spesso permeato da visioni pregiudiziali, restituisce 4 mostre, molto differenti per medium e immaginari attivati, ciascuna con uno suo spazio definito all’interno di Studio Campo Boario ma tutte allestite in contemporanea: sono percorsi paralleli scaturiti dallo stesso campo di ricerca, frutto di una serie di riflessioni che si sono accavallate nel tempo. 


    Il risultato è una intensa trama di relazioni che si rimandano l’un l’altra, offrendo un ventaglio di letture della città: sono letture lucide, conflittuali, illuminate da angolazioni impreviste, che criticano e frantumano qualsiasi cornice omologante. Quali corpi attraversano le nostre città? Quale sguardo oltrepassa la paura per elaborare al femminile pratiche di libertà? Come si può costruire uno spazio urbano dove l’inquietudine si trasformi in elemento conoscitivo e il turbamento in dispositivo per far emergere nuove visioni? 

     

    Questo dialogo, non usuale e aperto, ha “formato” delle coppie che agiscono insieme in questo arcipelago di esposizioni:

     

    Sonia Andresano con Michela Becchis, storica dell’arte e curatrice.

    Un disordine difficilmente sanabile riempie lo spazio. Un dissesto che compromette l'equilibrio si espande in un sotterraneo romano. Sulla pavimentazione si specchia l'immagine di una risalita, in questa geometria del disagio, un paesaggio riemerge da una buca.

     

    Francesca Balducci con Daniela Angelucci, docente di Estetica.

    Le 12 tavole che compongono il lavoro di Balducci rappresentano paesaggi materici inglobati all'interno di figure. Frutto di una pratica di cammino condotta all'interno della città intesa come relazioni e imprevisti e testimonianza delle alterità incontrate, delle emozioni vissute nei luoghi attraversati.

     

    Matilde Cenci con Federica Castelli, ricercatrice di Filosofia politica. 

    Nel suo lavoro fotografico, Cenci costruisce una "città del desiderio" che accoglie elementi naturali e tecnologici con una sua mitologia, un suo passato, suoi abitanti: antichi disegni di cellule diventano le sue mappe e alcune creature alchemiche si presentano come idoli di un luogo urbano che sfugge a ogni binarismo.

    Priscilla Pallante con Serena Olcuire, urbanista.

    Uno studio preparatorio sulla percezione subliminale nello spazio urbano attraverso modelli, quantitative data, rappresentazioni, artifici. l’Umano e l’Artificiale collaborano ad una riflessione su quanto il pre-giudizio o l’assenza di uno sguardo giudicante possano condurre ad un’alterazione dei dati o, talvolta, alla loro sublimazione.

     

    Il 26 aprile alle 18,00 talk con tutte le protagoniste del progetto.

     

    Il 6 maggio Francesca Balducci e Daniela Angelucci condurranno un laboratorio in cui i partecipanti daranno vita a una personale mappatura di Roma, un'autonarrazione visiva dei luoghi.

     

    Finissage sabato 13 maggio, dalle 18.00 alle 21.00

     

    Sonia Andresano (Salerno, 1983) vive e lavora tra Roma e Milano. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e conseguito la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Nei suoi lavori tematiche come l’attesa, il viaggio, il nomadismo e il cambiamento raccontano aspetti personali in continuo divenire. Scavando nella propria storia documenta gesti e movimenti, isolando frammenti riconducibili al prima o al dopo di un tragitto. Identità e nomadismo delineano il binomio di una poetica emotiva, una logistica movimentata tradotta attraverso oggetti, gesti e azioni che conducono inevitabilmente ad una nuova partenza. Le sue opere spaziano dalla scultura al video, dalla performance alla fotografia.

     

    Daniela Angelucci (1973) insegna estetica all’Università Roma Tre ed è co-direttrice del master Environmental humanities – Studi dell’ambiente e del territorio. Si occupa di teoria dell’immagine, psicoanalisi e filosofia contemporanea. Nel 2023, insieme ad altri, ha aperto a Roma il laboratorio “Piudidue”, uno spazio per il pensiero creativo e collettivo, tra arte e filosofia. Tra le sue pubblicazioni, i libri: Deleuze e i concetti del cinema (2012); Filosofia del cinema (2013); Là fuori. La filosofia e il reale (2023).

     

    Francesca Balducci (1978) artista visiva, graphic designer, ricercatrice indipendente di Roma. Con una laurea in filosofia unisce alla passione per gli studi di genere quella per gli studi di cultura visuale e l’arte contemporanea. Dal 2016 sono impegnata in Codice Urbano, progetto multidisciplinare attorno ai temi dello spazio urbano e del rapporto emotivo e immaginifico tra abitanti e luoghi attraversati; un progetto in divenire costituito da tre filoni di ricerca: visiva, laboratoriale e teorica.

     

    Michela Becchis (1963), storica e critica indipendente ha insegnato e insegna in varie università e scuole di alta formazione italiane e straniere. Divide i suoi studi e le sue ricerche tra l'arte medievale e quella contemporanea dando vita a un curriculum volutamente eterogeneo. Cura ed è nei comitati scientifici di mostre di arte medievale e ha curato circa 60 mostre di arte contemporanea. Con Officina delle Culture, insieme a Carla Romana Antolini, organizza rassegne che contaminano generi diversi e culture artistiche diverse unendo in sperimentazioni visive, teatrali, performative, musicali, artiste e artisti provenienti da diverse parti del mondo. Nutre particolare interesse al rapporto tra arte, storia, genere e movimenti politici e alla circolazione dei modelli figurativi e linguistici inter e transculturali. È codirettrice del Festival Internazionale di Fotografia di Castelnuovo di Porto. Scrive per Il Manifesto, Alias, S-Definizioni e ArtAPart. 

     

    Federica Castelli è ricercatrice in Filosofia Politica presso l'Università Roma Tre, dove è anche una delle coordinatrici del Master Studi e Politiche di Genere. Fa parte della redazione della rivista femminista DWF. Tra i suoi libri "Corpi in rivolta. Spazi urbani, conflitti e nuove forme della politica" (2015) e "Lo Spazio Pubblico" (2019).

     

    Matilde Cenci (Roma,1997) ha studiato all’Accademia di Belle Arti, dove si è laureata in Fotografia e Video. Nel 2017 ha frequentato il corso Shooting from inside tenuto da Lina Pallotta presso Officine Fotografiche, entrando in contatto con il mondo della narrazione visiva e dell’editoria fotografica, interesse portato avanti con il laboratorio propedeutico alla narrazione visuale tenuto dalla casa editrice Yogurt. Dal 2018 è responsabile della documentazione fotografica del festival internazionale di fotografia Castelnuovo Fotografia e dal 2021 collabora con il festival di editoria indipendente Charta che si tiene con ricorrenza biennale a Roma. Tra le mostre, due personali Enter the void, presso Officine Fotografiche (2018) e Bestie, presso Gatsby Caffè (2022)e la collettiva Le Nu Dans la Chambre Noire, (Festival di Arles, 2021)


    Serena Olcuire, architetta urbanista, ha conseguito il dottorato presso il DICEA-Sapienza Università di Roma, dove è attualmente assegnista di ricerca. Attraversa contesti marginali e i processi che li hanno generati collaborando con il Master Environmental Humanities (Università di Roma Tre) e l’Atelier Città Transfemminista (Iaph Italia), con cui ha curato il volume La libertà è una passeggiata. Donne e spazi urbani tra violenza strutturale e autodeterminazione. È autrice di Indecorose. Sex work e resistenza al governo dello spazio pubblico nella città di Roma (2023). Interroga le pratiche artistiche come modalità di conoscenza, narrazione e intervento nel territorio collaborando con associazioni e collettivi come Interzona-Liminaria e la Feel Good Cooperative.

     

    Priscilla Pallante (Roma, 1992) è un'artista visiva e ricercatrice con base a Roma.
    L’autrice si muove tra gli strati visibili e non visibili della percezione, ricercando possibili strategie per rappresentare ciò che sfugge alla rappresentazione stessa. Con una particolare attenzione al processo, Pallante segue un'idea attraverso la sua evoluzione in oggetto, sovvertendone le caratteristiche dimensionali, appropriandosi di strumenti scientifici e tecnologici. Mettendo continuamente in discussione il medium fotografico ed i suoi limiti nei confronti della riproduzione oggettiva della realtà, Pallante travalica i parametri materiali e concettuali della fotografia stessa