dal 15.09.2022 all'08.10.2022
Galleria La Nica
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Dopo una stagione estiva che ha visto l’artista protagonista della sua prima mostra pubblica italiana presso il CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo, istituzione che gli ha conferito altresì il primo “Premio Young”, Gallenkus ritorna nella Capitale con una personale che vedrà esposta una nutrita selezione di opere realizzate dall’inizio della sua attività artistica ad oggi. |
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Nelle opere di Ugur Gallenkus (Nigde, 1990), che sono dei veri e propri ossimori visivi, colpiscono due cose in particolare: la precisione grafica dei suoi collage digitali e l’immediatezza del messaggio che l’artista vuole mandare. Se quest’ultima è facile da cogliere guardando le sue opere, la prima può sembrare più banale di quello che realmente è. Il modus operandi dell’artista, infatti, richiede un lavoro che può durare giorni se non settimane, tanto nella fase di accostamento delle fotografie scelte quanto nella loro stessa selezione. In senso critico-artistico, nella pratica dell’estrapolare ed accostare immagini ‘trovate’ Gallenkus non si discosta molto dal concetto di objet trouvé (o ready-made) portato avanti in principio dal Dadaismo europeo e poi dal New Dada americano, finanche dalla Pop Art, con obiettivi e risultati dissimili. E se del Dadaismo Gallenkus riflette la capacità di conferire ad un immagine/oggetto qualunque l’essenza di soggetto artistico, della Pop Art reitera altresì la volontà di estrarre l’oggetto/soggetto della propria arte direttamente dalla cultura visuale della società di massa. Come ben sottolinea Lucy Lippard, attivista e critica d'arte
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