dal 23.10.2020 al 13.11.2020
(chiusura ottemperanza DPCM fino al 3 dicembre)
Acta International
La fotografia di Lucia Cadeddu, in arte Lucideddu, non rassicura, non dissimula, non consola: ci costringe ad avere occhi più spericolati. Attraverso una ricerca quasi scientifica che scavalca l'uso delle tecniche fotografiche convenzionali, Lucideddu indaga temi come l'identità di genere, il mondo femminile e gli stereotipi che lo accompagnano.
In " Una è molte", raccolta fotografica di autoritratti, l'artista diventa opera d'arte, si mette sotto il microscopio, documentando con il rigore e la precisione di un chirurgo le molteplici identità possibili: Sono io quel corpo? Sono io quel volto? Se inevitabilmente si "È" un corpo e un volto, allo stesso tempo quel corpo e quel volto contengono in sé la possibilità di una pluralità di significati. Lucideddu indaga la molteplicità dell'identità con uno stile volutamente libero da ogni costrizione, raggiungendo la potenza dell'immediatezza. Sono le sue immagini uniche e coraggiose, poetiche e allo stesso tempo limpide. Ed è proprio questa originalità che contribuisce ad ampliare l'uso del mezzo fotografico, permettendo a Lucideddu di oltrepassare sia i limiti artistici che quelli del composto pensiero sociale.
"Una è molte" è un viaggio compiuto attraverso l'identità dove non si può voltare lo sguardo all'invito di Lucideddu a trasformarsi insieme a lei, a cercare una nostra individualità, costringendoci a fare i conti con il nostro essere umani, con una personalità in un costante movimento impossibile da etichettare. È il viaggio che tutti dobbiamo compiere per scoprire chi siamo e cosa siamo, ma l'artista sembra dirci: dobbiamo essere necessariamente qualcuno o qualcuna?