dal 06.02.2020 al 13.03.2020
Dada East Gallery
In esposizione le fotografie realizzate dall’artista durante il viaggio fatto fra i teatri del nostro territorio. La mostra con uno sguardo tutto nuovo ci conduce all’interno di veri e propri gioielli architettonici, ricchi di storia, arte e cultura. Ed è così che luoghi significativi, con i riflettori spenti, vengono riscoperti.
Un teatro piccolissimo, senza palchi e senza sedie,
un altro poco più grande, sembra di cartapesta.
Un teatro ferito dal terremoto e un altro con un gatto grigio che ci vive dentro.
Un teatro con una porta di ferro in fondo al palco che si apre sulla campagna.
Un teatro nascosto dentro a un antico palazzo
e un altro, dalla forma allungata, tutto giallo.
La platea illuminata e il lampadario messo al contrario.
L’armonia e la simmetria, le poltrone e le tende, i soffitti e i fondali dipinti.
Persone che aprono le porte e accendono le luci.
Guardare il palco e guardare dal palco.
Guardare da una finestra che si affaccia su una finestra che è essa stessa una finestra :
theatrum, theatron, teatro.
La temporanea dimora.
Silvia Camporesi è nata a Forlì nel 1973, è laureata in filosofia all’Università di Bologna. A partire dal 2000, attraverso i linguaggi della fotografia e del video, la sua ricerca si muove su una sottile linea di confine fra immaginazione e realtà, in contesti in cui il soggetto è sempre in un rapporto di dialogo con l’elemento naturale e teso verso il tentativo di trascendere i limiti del corpo e della mente. Fa spesso ricorso all’uso di modellini che ricreano luoghi reali o immaginari e che vengono in seguito illuminati e fotografati nel suo studio (come nella serie Le città del pensiero).
Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata all’esplorazione del paesaggio italiano, con le pubblicazioni La Terza Venezia e Atlas Italiae. Affianca l’attività artistica all’insegnamento e da dieci anni conduce le Conversazioni sulla fotografia, una serie di dialoghi con fotografi e critici sulla fotografia contemporanea.