dal 02.07.2019 al 04.08.2019
ParcoMilvio
La fotografie esposte fanno parte di un lavoro di studio sulle trasformazioni che, di continuo, avvengono nel tessuto sociale e urbano della città. Parlano di un’integrazione non sempre facile, ma con la quale ci si deve imparare a convivere pacificamente, e al tempo stesso descrivono una quotidianità che è comune ad ogni individuo, sia esso immigrato o autoctono.
La scelta della piazza, in questo caso Piazza Vittorio con il suo parco, è dettata dalla convinzione che essa sia, come per l’Agorà, il Luogo per eccellenza dell’incontro che può portare alla conoscenza dell’altro.
Umberto Tati
Nasce a Roma, al Quadraro, nel 1959. Fotografo autodidatta, lavora presso “Sapienza Università di Roma”.
La passione per la fotografia si manifesta già ai tempi del liceo e lo porta ai primi veri impegni nel campo dello spettacolo. Qui lavora per alcune stagioni come fotografo ufficiale per “Platea Estate”, rassegna organizzata dal Teatro Tendastrisce e patrocinata da Regione Lazio e Comune di Roma, con spettacoli culturali, che spaziano dal balletto (Rudolph Nureyev, Carla Fracci, Elisabetta Terabust, ecc.), alla musica (B. B. King, Gerry Mulligan, Jimmy Cliff, Alan Parsons Project, ecc.), occupandosi dell’intero ciclo di produzione: dallo scatto allo sviluppo e successiva stampa b/n.
Negli anni seguenti si specializza nel campo della fotografia applicata alla didattica universitaria e sviluppa la propria passione per la Street Photography non accantonando, comunque, altre forme di fotografia quali il ritratto e la paesaggistica.
Negli ultimi anni ha partecipato a Workshop di fotografia di paesaggio (Nikon Italia) e seguito il Corso base di Reportage di Lucia Perrotta, presso il Collettivo WSP di Roma realizzando un lavoro sulla Palestra popolare Quadraro Boxe.
Ha, inoltre, seguito, sempre presso la Sede del WSP, il Corso di Antropologia applicata alla fotografia, tenuto dalla Fotografa e Antropologa Marina Berardi e sarà lì presente, fino al 12 luglio prossimo, esponendo le proprie immagini, in una collettiva che ha come tema di interesse antropologico la narrazione delle realtà culturali e sociali del quartiere Magliana.